In cento anni l’Italia ha cambiato volto. Il territorio, il clima, il modo di produrre energia, la gestione dei rifiuti e il rapporto con l’ambiente raccontano un Paese profondamente diverso rispetto a quello di inizio Novecento.
I dati Istat raccontano un secolo di trasformazioni profonde. L’Italia del 2026 è molto diversa da quella del 1925: meno agricola, più urbanizzata, più forestale in alcune aree, più energivora, ma anche più consapevole della necessità di cambiare modello.
Trasformazione del territorio
- L’Italia è passata da un Paese prevalentemente agricolo a uno più urbanizzato e industrializzato.
- La superficie agricola è diminuita dal 70% del territorio nel 1925 a meno del 40% nel 2025.
- La superficie forestale è cresciuta da meno del 20% al 33,6%.
- L’abbandono delle aree rurali e l’espansione urbana hanno profondamente modificato il paesaggio nazionale.

Urbanizzazione e consumo di suolo
- La crescita delle città e delle infrastrutture ha aumentato la pressione sul territorio.
- Il consumo di suolo rappresenta una sfida ambientale rilevante.
- Aree urbane, industriali e reti di trasporto hanno accresciuto la vulnerabilità agli eventi meteorologici estremi.
Cambiamento climatico
L’Italia è sempre più esposta agli effetti del cambiamento climatico.
Crescono fenomeni come:
- ondate di calore;
- siccità;
- alluvioni improvvise;
- temporali intensi.
Il clima influenza sempre più agricoltura, energia, salute, qualità dell’aria e gestione delle risorse idriche.
Evoluzione del sistema energetico
In un secolo il sistema energetico è passato da legna e carbone a petrolio e gas, fino alla crescita delle fonti rinnovabili.
Tra il 2005 e il 2024, la quota di energie rinnovabili sul consumo interno lordo è aumentata dal 7% al 21%.
- Solare, eolico, idroelettrico e bioenergie assumono un ruolo sempre più importante.
Restano aperte le sfide della decarbonizzazione, dell’efficienza energetica e della sicurezza degli approvvigionamenti.
Produzione elettrica
- La capacità produttiva nazionale è cresciuta notevolmente nel tempo.
- Le fonti rinnovabili coprono oggi una quota significativa della produzione elettrica.
- Persistono esigenze di stabilità della rete, continuità del servizio e sostenibilità dei costi.
Gestione dei rifiuti
La gestione dei rifiuti è migliorata sensibilmente.
Nel 2024 la produzione di rifiuti urbani è stata di 508 kg per abitante.
Dal 1996 al 2024:
- i rifiuti destinati alle discariche sono scesi dall’83% al 15%;
- riciclo e compostaggio sono aumentati dal 6% al 55%.
La raccolta differenziata e gli impianti di trattamento hanno contribuito alla riduzione del ricorso alle discariche.
Differenze territoriali
Lo sviluppo ambientale ed energetico non è stato uniforme.
- Nord: maggiore industrializzazione e capacità impiantistica; criticità legate a qualità dell’aria e consumo di suolo.
- Centro: forte varietà tra città, aree interne e zone costiere.
- Sud e Isole: elevato potenziale per le energie rinnovabili, ma con ritardi infrastrutturali da colmare.
Conclusione
La pubblicazione dell’Istat mostra un’Italia profondamente trasformata: meno agricola, più urbanizzata e orientata verso energie rinnovabili e riciclo. Allo stesso tempo, evidenzia sfide cruciali per il futuro, tra cui cambiamento climatico, gestione sostenibile del territorio, transizione energetica e riduzione delle disuguaglianze territoriali.
