Siamo nel ventunesimo secolo e dobbiamo affrontare nuovamente il tema della guerra nelle scuole. È un tema delicato da affrontare a gradi con i più piccoli e con enfasi e consapevolezza per i più grandi.
Ci troviamo di fronte ad un genocidio che sta colpendo Gaza ed è doveroso affrontare l’argomento a piccoli passi, in ogni ambiente scolastico e lavorativo.
Mentre la nostra vita scorre veloce e l’Italia va avanti, Gaza è ferma alle luci dei bombardamenti, alle case distrutte, ai bambini che piangono disperati per le ferite e per la fame. Gaza è ferma al dolore nei volti della gente che vede morire davanti ai propri occhi i propri cari, al volto inanime dei bambini deceduti a terra.
Noi siamo solo fortunati perché nati nella parte del mondo opposta dove regna la pace. Ma in passato la guerra ha fatto parte anche delle nostre mura e allora non bisogna dimenticare chi grida aiuto ma occorre tendere loro la mano.
Nel nostro piccolo possiamo sensibilizzare i nostri giovani verso l’argomento, facendogli apprezzare le cose che hanno e la fortuna di vivere in un Italia serena.
C’è purtroppo una parte di mondo che soffre e noi dobbiamo chiederci se ha senso ogni giorno arrabbiarsi per stupidaggini, fare bullismo nei confronti di un nostro compagno, o escludere un altro per razzismo e cosi via. Abbiamo il dovere di costruire una società inclusiva in cui aiutarsi a vicenda.

La scuola, oggi, è la seconda famiglia dei nostri giovani, come lo diventerà in futuro l’ambiente lavorativo e allora scuola e lavoro devono collaborare per far riflettere i nostri giovani sull’importanza di vivere in un paese in cui regna la pace e su come poter aiutare chi invece è in difficoltà, su cosa possiamo cambiare, su cosa possiamo migliorare.
I nostri giovani saranno il futuro dell’Italia ed è da loro che si deve partire per migliorare, sotto ogni aspetto, la nostra società.
L’ Italia non sta vivendo quello che vive Gaza in questo momento, ma allo stesso modo ogni giorno ci sono omicidi ed è forse da qui che dobbiamo partire per migliorarci, aiutare a crescere i nostri giovani nella pace , nell’ informazione, nella cultura, nel rispetto verso il prossimo e soprattutto verso la vita altrui.
Conclusioni
Bisogna insegnare ai giovani che con la morte non si è mai ottenuto niente, ma è il rispetto e il dialogo che deve regnare nella nostra società oggi ed in futuro, solo cosi facendo si possono cambiare le cose a partire dalle nuove generazioni quelle che hanno più bisogno di aiuto e che più di tutto hanno bisogno di essere guidati verso la salvezza.
