SERVE UNA RIFORMA PER IL DIRITTO ALLO STUDIO
Il tema del caro libri scolastici è tornato sotto i riflettori nel 2025, e i dati parlano chiaro: il prezzo dei libri scolastici è aumentato del 2,8%, superando il tasso di inflazione programmata dell’1,8%. Questo incremento è particolarmente sentito nelle scuole superiori, dove la spesa media per studente può arrivare fino a 1.250 euro.
Dettagli sull’aumento dei prezzi
Scuola primaria e secondaria di primo grado: l’aumento del 2,8% è già superiore all’inflazione programmata.
Scuole superiori: l’incremento è ancora più marcato, considerando anche:
-Dizionari obbligatori
-Libri “facoltativi” che spesso diventano necessari
-Nuove edizioni che sostituiscono quelle precedenti
Impatto sulle famiglie
Secondo l’Antitrust, il mercato editoriale scolastico presenta poca concorrenza, ostacoli al mercato dell’usato e sconti limitati. I ricavi del settore sono cresciuti del 13% negli ultimi 10 anni, nonostante il calo della popolazione scolastica.
L’introduzione del digitale non ha portato i benefici sperati: il 95% delle classi usa ancora il cartaceo, spesso affiancato da ebook non rivendibili.
Possibili soluzioni
–Acquisto di libri usati: può far risparmiare fino al 50%.
–E-commerce e ipermercati: offrono sconti fino al 15% rispetto alle cartolibrerie.
–Detrazioni fiscali: l’AIE propone di estendere le detrazioni anche ai libri scolastici, come già avviene per spese sanitarie e sportive.

Analisi Critica
–Disallineamento con l’inflazione programmata: L’aumento del 2,8% supera l’inflazione prevista (1,8%), segnalando una dinamica di prezzo non giustificata da fattori macroeconomici. Questo squilibrio pesa soprattutto sulle famiglie con più figli o redditi medio-bassi.
–Libri “facoltativi” ma indispensabili: La prassi di inserire testi aggiuntivi, dizionari e materiali digitali come “opzionali” crea un costo occulto che spesso diventa obbligatorio per seguire il programma.
–Mercato poco concorrenziale: La scarsa apertura al mercato dell’usato e la limitata varietà di editori adottati dalle scuole contribuiscono a mantenere i prezzi elevati.
Conclusioni
L’aumento del prezzo dei libri scolastici, superiore all’inflazione programmata, evidenzia una criticità strutturale nel sistema educativo italiano: il diritto allo studio rischia di essere condizionato da barriere economiche. Se da un lato l’istruzione dovrebbe essere un bene accessibile e universale, dall’altro la realtà mostra un mercato editoriale poco concorrenziale, con costi che gravano in modo crescente sulle famiglie.
Questo fenomeno non è solo una questione di numeri, ma di equità sociale. La presenza di libri “facoltativi” che diventano indispensabili, l’assenza di politiche efficaci per il riuso dei testi, e la digitalizzazione parziale e costosa, contribuiscono a un sistema che non sempre mette al centro lo studente.
Per affrontare il problema servono interventi coordinati tra istituzioni, scuole, editori e famiglie. Trasparenza, sostenibilità e inclusività devono guidare le scelte future, affinché l’accesso alla cultura non sia un privilegio, ma un diritto garantito.
