Negli ultimi anni, sempre più giovani italiani stanno scegliendo di trasformare le vacanze estive in esperienze di volontariato, rinunciando al classico viaggio di svago per dedicarsi a progetti sociali, ambientali o culturali. Non si tratta solo di una moda passeggera, ma di un vero e proprio cambiamento di mentalità, che riflette una maggiore consapevolezza e desiderio di contribuire al bene comune.
Un trend in crescita tra i giovani italiani
Secondo diverse associazioni come Legambiente, WWF, IBO Italia e Lunaria, la partecipazione ai campi di volontariato è in costante aumento, soprattutto tra i ragazzi tra i 16 e i 25 anni. Questi giovani non cercano solo un’esperienza alternativa, ma vogliono sentirsi utili, fare la differenza e vivere qualcosa di autentico.
Molti di loro vedono il volontariato come:
- Un modo per scoprire sé stessi e i propri valori
- Un’occasione per viaggiare in modo responsabile
- Un’opportunità per conoscere nuove persone e culture
- Un’esperienza che arricchisce il curriculum e apre porte nel mondo del lavoro
Dove vanno e cosa fanno
I giovani italiani partecipano a campi in Italia e all’estero, spesso organizzati da reti internazionali come Alliance o il Corpo Europeo di Solidarietà. Le attività sono varie:
- Pulizia delle spiagge e tutela della biodiversità marina (es. Isola d’Elba, Palinuro)
- Recupero di sentieri e borghi in zone rurali (es. Friuli, Calabria)
- Animazione per bambini e supporto a migranti o persone vulnerabili
- Educazione ambientale e sensibilizzazione nelle comunità locali

Cosa li spinge a fare questa scelta
Molti giovani raccontano di voler vivere un’estate diversa, lontana dal consumismo e dalla routine. Alcuni lo vedono come un primo passo verso l’indipendenza, altri come un modo per dare un senso al tempo libero. E c’è chi lo fa per imparare qualcosa di nuovo, magari in vista di studi universitari o carriere nel sociale, nella cooperazione o nella sostenibilità.
Un esempio concreto
IBO Italia ha registrato un forte interesse per i suoi campi estivi, con oltre metà dei posti prenotati già a maggio. I campi sono residenziali, spesso in luoghi immersi nella natura, e prevedono attività manuali, culturali e di cittadinanza attiva. Alcuni sono gratuiti, altri richiedono un piccolo contributo, ma tutti offrono formazione, supporto e un’esperienza trasformativa.
