IL LATO OSCURO DELL’INNOVAZIONE DIGITALE
L’intelligenza artificiale consuma una quantità enorme di energia, e il motivo principale è la potenza di calcolo necessaria per far funzionare i modelli, soprattutto quelli più avanzati.
Quanta energia consuma l’IA?
- Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), i data center che alimentano l’IA consumano tra l’1% e l’1,5% dell’elettricità globale.
- Entro il 2027, si stima che i server dedicati all’IA potrebbero arrivare a consumare oltre 85 terawattora all’anno.
- Per fare un paragone: generare 1 miliardo di messaggi al giorno con un modello come ChatGPT potrebbe richiedere 109 gigawattora all’anno, abbastanza per alimentare oltre 10.000 abitazioni.
Perché consuma così tanto?
- Addestramento dei modelli: È la fase più energivora. Richiede settimane o mesi di calcolo continuo su migliaia di GPU. Ad esempio, il training di GPT-3 ha richiesto circa 1.300 megawattora.
- Inferenza (cioè quando l’IA risponde): Anche questa fase consuma energia, soprattutto se milioni di utenti interagiscono contemporaneamente.
- Raffreddamento dei server: I data center devono essere mantenuti a temperature controllate, e i sistemi di raffreddamento sono tra i maggiori consumatori di energia.

Impatto e soluzioni
- Rischio ambientale: Se non gestito, il consumo dell’IA può diventare insostenibile.
- Energia nucleare o solare con sistemi di stoccaggio su larga scala;
- Ottimizzazione dei modelli per ridurre il carico computazionale;
- Data center green alimentati da fonti rinnovabili.
L’intelligenza artificiale può diventare un alleato della sostenibilità, ma solo se viene sviluppata e utilizzata con consapevolezza. E sì, molte nazioni e aziende stanno iniziando a porsi il problema seriamente.
Cosa stanno facendo le nazioni?
Le istituzioni stanno muovendo i primi passi:
- Europa: sta integrando l’IA nei criteri ESG (ambientali, sociali e di governance), con l’obiettivo di usare l’IA per migliorare la rendicontazione e combattere il greenwashing.
- Italia: aziende come il Gruppo Iren stanno già usando l’IA per ottimizzare la gestione dei rifiuti e migliorare l’efficienza energetica.
- USA: i colossi tech investono massicciamente in IA, ma cresce anche la pressione per regolamentare l’impatto ambientale e sociale.
- ONU (UNCTAD): ha stimato che il mercato dell’IA crescerà da 189 miliardi a oltre 4.800 miliardi di dollari entro il 2033, e sottolinea la necessità di una governance globale.
Conclusioni
L’IA promette soluzioni per affrontare il cambiamento climatico, ottimizzare le risorse e migliorare l’efficienza energetica. Tuttavia, per funzionare, richiede infrastrutture ad altissimo consumo: data center, GPU, raffreddamento, e una domanda crescente di elettricità. Questo crea un paradosso: una tecnologia nata per aiutare la sostenibilità rischia di comprometterla se non viene gestita con lungimiranza. L’IA può anche aiutare la sostenibilità: prevede eventi climatici estremi, ottimizza le reti energetiche, migliora l’agricoltura e riduce gli sprechi. Ma per farlo, deve prima essere sostenibile lei stessa.
