Nel settore civile c’è ancora molta strada da fare
Il PNRR per la Giustizia è uno dei pilastri fondamentali del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza italiano. L’obiettivo principale? Rendere il sistema giudiziario più efficiente, digitale e accessibile, riducendo i tempi dei processi e migliorando l’organizzazione degli uffici giudiziari.
Nel dettaglio:
Risorse stanziate: oltre 2,9 miliardi di euro, di cui circa 2,2 miliardi destinati al rafforzamento del capitale umano (assunzioni, formazione, Ufficio per il Processo) e 411 milioni per l’edilizia giudiziaria.
Riforme previste:
- Digitalizzazione del processo civile e penale.
- Riduzione del 40% dei tempi nel civile e del 25% nel penale entro il 2026.
- Smaltimento del 90% delle cause civili pendenti più vecchie.
Ufficio per il Processo: migliaia di giovani giuristi sono stati assunti per supportare i magistrati. Tuttavia, c’è preoccupazione per la mancata stabilizzazione di circa 12.000 precari, che rischiano di restare senza lavoro dal luglio 2026.
Investimenti digitali: oltre 130 milioni per piattaforme digitali, cybersecurity e migrazione al Polo Strategico Nazionale.
Edilizia giudiziaria: interventi di riqualificazione e ammodernamento degli edifici, con attenzione all’efficienza energetica.

Ma nel settore civile gli obiettivi del PNRR sono ancora lontani
Nel settore civile, gli obiettivi del PNRR sono ambiziosi, ma non tutti sono ancora stati raggiunti. Il piano prevede una riduzione del 40% dei tempi dei processi civili entro il 30 giugno 2026, rispetto ai livelli del 2019. Inoltre, si punta a smaltire il 90% delle cause civili pendenti iscritte tra il 2017 e il 2022.
Nonostante ci siano stati miglioramenti, il ritmo di avanzamento nel 2024 ha mostrato un rallentamento rispetto agli anni precedenti. Le difficoltà principali riguardano:
- Instabilità normativa: le continue modifiche ai codici processuali hanno creato incertezza.
- Ritardi organizzativi: alcune riforme, come il nuovo Tribunale per le persone, le famiglie e i minori, sono partite senza risorse adeguate.
- Precarietà del personale: molti giovani giuristi assunti per l’Ufficio per il Processo rischiano di non essere stabilizzati dopo il 2026.
In conclusione il raggiungimento di questi obiettivi è ancora lontano. Insomma, il settore civile ha fatto passi avanti, ma la strada è ancora lunga.
