Il tonno in scatola è uno degli alimenti più presenti nelle dispense italiane: pratico, economico, versatile. Proprio per questo, quando si parla di mercurio nei pesci, molti si chiedono se il tonno in scatola sia sicuro o se rappresenti un rischio per la salute.
Anche senza dati aggiornati dal web in questo momento, è possibile spiegare in modo chiaro come stanno le cose basandosi sulle conoscenze consolidate in ambito alimentare e tossicologico.
Perché il tonno contiene mercurio
Il mercurio arriva nei mari principalmente attraverso l’inquinamento industriale. Una volta in acqua, si trasforma in metilmercurio, una forma che i pesci assorbono e accumulano nei tessuti.
Il tonno è un pesce predatore e di grandi dimensioni, quindi tende ad accumulare più mercurio rispetto ai pesci piccoli come sardine, sgombri o alici. Questo non significa che sia pericoloso di per sé, ma che va consumato con equilibrio.
Tonno in scatola: quanto mercurio contiene
Le scatolette contengono sempre tracce di mercurio, ma in quantità che, per la popolazione generale, rientrano nei limiti considerati sicuri dalle autorità sanitarie.
In genere, il tonno in scatola è prodotto con specie come skipjack (tonnetto striato), che accumula meno mercurio rispetto al tonno pinna gialla o al tonno rosso. Questo è uno dei motivi per cui il tonno in scatola risulta spesso meno problematico rispetto a quello fresco di grandi specie.
Chi deve fare più attenzione
Il metilmercurio può influire sul sistema nervoso e sullo sviluppo cerebrale. Per questo, alcune categorie dovrebbero limitare il consumo di pesci grandi:
- donne in gravidanza
- donne che allattano
- bambini piccoli
Per gli adulti sani, invece, il rischio compare solo con consumi molto elevati e continuativi.
Quanto tonno si può mangiare in sicurezza
Le linee guida generali suggeriscono che:
- Adulti sani: possono consumare tonno in scatola anche più volte a settimana, purché varino la dieta e non si basino solo su pesci di grandi dimensioni.
- Gravidanza e infanzia: meglio limitarsi a 1–2 porzioni settimanali di pesce, privilegiando specie piccole e meno esposte all’accumulo di mercurio.
Come ridurre ulteriormente l’esposizione
- Alternare il tonno con pesci piccoli (sgombro, sardine, alici).
- Preferire prodotti a base di skipjack, spesso indicato in etichetta.
- Variare le marche e non consumare tonno ogni giorno.
- Scegliere anche versioni al naturale per ridurre grassi e sale, pur non influendo sul mercurio.

Conclusioni
Il tonno in scatola non è un alimento pericoloso, e per la maggior parte delle persone può far parte tranquillamente di una dieta equilibrata. Il mercurio è presente, ma in quantità che rientrano nei limiti di sicurezza, soprattutto se si sceglie tonno proveniente da specie meno esposte e si mantiene una dieta varia.
La chiave è sempre la stessa: moderazione e varietà. Consumare tonno in scatola con buon senso permette di godere dei suoi vantaggi nutrizionali senza correre rischi significativi.
