Donne e lavoro: nel 2024 guadagnano il 29% in meno degli uomini
Nel 2024, il divario retributivo tra uomini e donne in Italia resta marcato: le donne guadagnano in media il 29% in meno rispetto agli uomini, secondo i dati INPS.
Prefazione
Il tema della parità di genere nel mondo del lavoro continua a essere centrale nel dibattito pubblico e politico, soprattutto in un contesto economico che richiede inclusività e valorizzazione del capitale umano. Nonostante i progressi normativi e culturali, il gender pay gap – ovvero la differenza di retribuzione tra uomini e donne – persiste in modo significativo. I dati più recenti dell’INPS relativi al 2024 offrono uno spaccato chiaro e preoccupante della situazione nel settore privato italiano.
I dati INPS 2024: un divario che resiste
Secondo l’Osservatorio INPS sui lavoratori del settore privato non agricolo, nel 2024:
- Le donne hanno percepito in media 19.833 euro annui, contro i 27.967 euro degli uomini, con una differenza del 29% in meno.
- Il numero complessivo di lavoratori dipendenti nel settore privato (esclusi agricoli e domestici) è stato di 17,7 milioni, con un incremento del 2,1% rispetto al 2023.
- Le giornate lavorative medie sono state 247, ma con una differenza di genere: 251 per gli uomini e 240 per le donne.

Le cause principali di questo divario sono molteplici:
- Maggiore incidenza del part-time tra le donne, spesso non per scelta ma per necessità legate alla cura familiare.
- Prevalenza femminile in ruoli meno retribuiti o con minori prospettive di carriera.
- Maggiore precarietà contrattuale e minore accesso a posizioni apicali.
Conclusione
Il dato del 29% di differenza retributiva non è solo una cifra: è il riflesso di un sistema che ancora oggi penalizza le donne nel mondo del lavoro. Sebbene vi siano segnali positivi, come la crescita dell’occupazione stabile, il cammino verso una reale parità è ancora lungo. Occorrono politiche attive che incentivino la conciliazione tra vita e lavoro, la trasparenza salariale e la valorizzazione delle competenze femminili in tutti i settori. Solo così sarà possibile colmare un divario che non è solo economico, ma anche sociale e culturale.
