Negli ultimi anni, il termine cohousing è entrato con sempre maggiore frequenza nel dibattito pubblico legato all’abitare. Si tratta di un modello residenziale nato in Nord Europa negli anni ’60, oggi diffuso in tutto il mondo, che propone una risposta concreta ai bisogni contemporanei: qualità della vita, sostenibilità, comunità e condivisione.
Che cos’è il cohousing?
Il cohousing è una forma di abitare collaborativo in cui un gruppo di persone sceglie di vivere in un insieme di abitazioni private integrate da spazi comuni progettati, utilizzati e gestiti collettivamente. Non si tratta di una comune né di un condominio tradizionale: ogni nucleo mantiene la propria autonomia, ma partecipa attivamente alla vita comunitaria.
Gli spazi condivisi possono includere :
- cucina e sala da pranzo comuni
- lavanderie
- orti e giardini
- laboratori e officine
- sale per attività sociali
- spazi per il coworking
- aree gioco per bambini
Perché scegliere il cohousing?
Le motivazioni che spingono sempre più per
sone verso il cohousing sono varie e spesso interconnesse:
1.Supporto reciproco
In una società dove la solitudine è in crescita, il cohousing offre relazioni quotidiane, vicinanza e collaborazione. Genitori, anziani, single e famiglie trovano un contesto in cui “ci si dà una mano” in modo naturale.
2.Riduzione dei costi
Condividere spazi e servizi significa ottimizzare risorse e ridurre spese individuali, ad esempio per energia, manutenzioni, servizi di babysitting o coworking.
3.Sostenibilità ambientale
Quasi tutti i progetti di cohousing nascono con una forte attenzione ecologica: edifici a basso impatto, mobilità condivisa, orti comunitari, riduzione degli sprechi. Questo modello rappresenta una risposta concreta alle sfide del cambiamento climatico.
4.Qualità della vita
Il cohousing punta a creare ambienti in cui le persone possano vivere più serenamente: spazi verdi, ritmi più umani, collaborazione anziché competizione, rispetto per la privacy e valorizzazione della dimensione collettiva.
Come nasce un progetto di cohousing
La realizzazione di un cohousing è un processo che richiede tempo e partecipazione. In genere segue alcuni passaggi:
- Formazione del gruppo: persone con valori condivisi si uniscono per definire un progetto.
- Co-progettazione: architetti e futuri abitanti lavorano insieme alla struttura degli spazi privati e comuni.
- Costruzione o ristrutturazione: si realizzano gli edifici secondo criteri di sostenibilità e funzionalità.
- Gestione comunitaria: una volta abitato, il cohousing si basa su assemblee, gruppi di lavoro e regole cooperative.

Chi vive in cohousing
Non esiste un unico profilo. Molti cohousing ospitano:
- giovani famiglie attratte dalla solidarietà quotidiana
- anziani che desiderano evitare l’isolamento
- professionisti interessati a un ambiente stimolante
- persone in cerca di un modello di vita più sostenibile e relazionale
La diversità è spesso considerata una ricchezza.
Cohousing: una risposta sociale contemporanea
In un’epoca in cui si parla di crisi dell’abitare, costi insostenibili e fragilità relazionali, il cohousing rappresenta un’alternativa concreta. Non è solo un modello abitativo ma un esperimento culturale: una scelta che mette al centro partecipazione, cura e comunità.
Per questo, sempre più città stanno includendo il cohousing nelle loro politiche urbanistiche, promuovendo ambienti in cui non si viva soltanto “vicini”, ma insieme.
