A livello UE vengono prodotti circa 229 milioni di tonnellate di rifiuti urbani all’anno; nel 2023 il 30% è stato avviato a riciclo, il 27% a recupero energetico e il 23% è finito in discarica. Nel 2024 il circular material use rate nell’UE è pari al 12,2%, con i Paesi Bassi al 32,7%, il Belgio al 22,7% e l’Italia al 21,6%.
In Italia la raccolta differenziata dei rifiuti urbani è al 67,7% (2024) e il tasso di riciclo secondo metodologia europea è al 52,3%, in crescita rispetto all’anno precedente; ampliando il perimetro ai rifiuti speciali e industriali il tasso complessivo di riciclo nazionale sale all’85,6% grazie a 137 milioni di tonnellate avviate a riciclo su circa 160 milioni trattati.
I punti chiave
- Gap tra raccolta e riciclo effettivo: una parte significativa dei materiali raccolti non diventa materia prima seconda a causa della qualità delle frazioni, della presenza di componenti non riciclabili e dei limiti tecnologici degli impianti.
- Peso industriale del riciclo in Italia: filiere consolidate (carta, vetro, metalli) forniscono volumi rilevanti di materie seconde; la plastica è meno stabile e produce meno materia seconda rispetto ad altri comparti.
- Impatto degli sbocchi industriali: Paesi con manifattura integrata assorbono più facilmente materiali riciclati; dove la domanda è debole, le filiere sono più vulnerabili alle oscillazioni di prezzo ed energia.
- Normativa e mercato: obiettivi UE vincolanti (es. 55% riciclo rifiuti urbani entro 2025, 60% entro 2030) e iniziative come il Circular Economy Act mirano ad armonizzare regole e stimolare la domanda di materie seconde; la definizione di criteri End of Waste è cruciale per stabilizzare il mercato.
Raccomandazioni pratiche
- Migliorare la qualità della raccolta: investire in sistemi di raccolta più selettivi, formazione dei cittadini e controlli per ridurre le impurità nelle frazioni riciclabili; questo aumenta la resa degli impianti e riduce lo scarto verso recupero energetico o discarica.
- Potenziare capacità tecnologica e impiantistica: aggiornare e ampliare gli impianti di selezione e trattamento, con particolare attenzione alle filiere plastiche dove la stabilità produttiva è più debole.
- Creare domanda stabile di materie seconde: politiche pubbliche e incentivi per l’uso di materiali riciclati nell’industria, standard di qualità e regole End of Waste chiare per facilitare l’immissione sul mercato.
- Coordinamento europeo: armonizzare norme e standard tra Stati membri per ridurre le barriere agli scambi intra‑UE e stabilizzare i flussi commerciali di materiali riciclabili.

Conclusioni
L’Italia mostra performance solide rispetto alla media UE, soprattutto se si considera l’intero comparto industriale, ma la vera sfida resta trasformare la quantità raccolta in materia prima seconda di qualità e creare mercati stabili che assorbano questi materiali.
Interventi su qualità della raccolta, tecnologia impiantistica, regole chiare e politiche di domanda sono le leve principali per aumentare la circolarità e ridurre la dipendenza da recuperi energetici o discariche.
