La crisi climatica sta effettivamente contribuendo a causare la morte di molte persone in tutto il mondo. Gli effetti del cambiamento climatico, come l’aumento delle temperature globali, gli eventi climatici estremi (come ondate di calore, uragani, incendi boschivi, inondazioni), l’innalzamento del livello del mare e l’aggravamento di malattie legate al clima, stanno mettendo in pericolo la vita di milioni di persone.
Il nono rapporto annuale del “Lancet Countdown on Health and Climate Change”, pubblicato nel 2025, è un documento molto rilevante perché mette in luce il legame diretto tra crisi climatica e salute umana.
Alcuni dei principali modi in cui la crisi climatica può essere mortale includono:
- Onde di calore: L’aumento delle temperature estreme è responsabile di un numero crescente di morti, soprattutto tra le persone vulnerabili, come gli anziani e coloro che vivono in aree ad alta densità di popolazione senza accesso a sistemi di refrigerazione.
- Eventi climatici estremi: Tempeste, uragani, inondazioni e incendi boschivi stanno diventando sempre più intensi e frequenti. Questi fenomeni possono distruggere case, infrastrutture e interi villaggi, portando a perdite di vite umane e a disastri economici e sociali.
- Malattie: Il cambiamento climatico può alterare i modelli di diffusione delle malattie, come la malaria e la dengue, favorendo la proliferazione di insetti vettori in nuove aree geografiche. Le temperature più elevate e l’umidità favoriscono anche la diffusione di malattie respiratorie legate all’inquinamento atmosferico.
- Fame e malnutrizione: L’impatto del cambiamento climatico sull’agricoltura può ridurre la disponibilità di cibo, portando a carestie e malnutrizione, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, dove l’accesso a risorse alimentari è più limitato.
- Inquinamento atmosferico: La crisi climatica è strettamente legata all’inquinamento dell’aria, che è responsabile di milioni di morti premature ogni anno, poiché la qualità dell’aria è direttamente influenzata dall’uso di combustibili fossili e dalle emissioni industriali.
Contraddizioni politiche
Il mondo sta pagando un prezzo esorbitante, in termini di vite umane, per l’inerzia dei governi nell’affrontare la crisi climatica. Ogni anno ci sono milioni di morti evitabili perché i governi non decidono, come avvenuto alla Cop 30 recentemente svoltasi in Brasile.
Nonostante gli impegni sul clima, molti Paesi continuano a incentivare i combustibili fossili. 15 dei 87 Paesi responsabili del 93% delle emissioni globali hanno speso più in sussidi fossili che in sanità.
L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) e altre organizzazioni internazionali hanno avvertito che il riscaldamento globale potrebbe portare a conseguenze devastanti per la salute umana, soprattutto se non vengono adottate misure urgenti per limitare le emissioni di gas serra e mitigare gli effetti del cambiamento climatico.

Conclusione
In sintesi, la crisi climatica non è soltanto una questione ambientale, ma anche una questione di vita e morte per milioni di persone, in particolare le più vulnerabili. L’inazione politica non è solo una questione ecologica, ma un problema di salute pubblica e di equità sociale.
