1.Maggiore dipendenza da altre persone
Molte donne con disabilità (fisiche, sensoriali, intellettive o psichiche) dipendono da familiari, partner o operatori per attività quotidiane, mobilità, gestione economica. Questo aumenta la possibilità di abuso, ricatto, controllo e manipolazione.
2.Stereotipi e invisibilità
La società tende a considerare le donne con disabilità come:
- non sessualizzate,
- fragili,
- incapaci di autodeterminarsi.
Questi pregiudizi le rendono più vulnerabili e fanno sì che spesso non vengano credute quando denunciano.
3.Barriere nella denuncia
Le donne con disabilità incontrano spesso:
- difficoltà nell’accesso ai centri antiviolenza,
- barriere linguistiche, comunicative o fisiche,
- mancanza di formazione del personale su specifiche esigenze,
- paura di perdere assistenza o autonomia.
Tipi di violenza: quando la disabilità diventa arma
Oltre alle forme comuni di violenza (fisica, psicologica, sessuale, economica), le donne con disabilità subiscono spesso violenza specifica, come:
- negare o controllare l’uso di ausili (carrozzine, protesi, strumenti di comunicazione),
- impedire l’accesso a terapie o farmaci,
- limitare la possibilità di uscire di casa,
- violare la privacy nell’assistenza,
- praticare sterilizzazioni o contraccezioni forzate.
Queste sono forme riconosciute anche dalla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità (CRPD).
Dati principali (in generale, non specifici a un paese)
Ricerche internazionali mostrano che:
- le donne con disabilità hanno un rischio di violenza 2–3 volte superiore rispetto alle altre donne,
- la violenza inizia spesso in età più precoce e dura più a lungo,
- è molto più probabile che l’aggressore sia un caregiver.

Cosa serve per prevenzione e tutela
1.Accessibilità dei servizi
- centri antiviolenza con personale formato,
- comunicazione aumentativa alternativa,
- interpreti LIS,
- ambienti privi di barriere.
2.Percorsi di autodeterminazione
- educazione all’affettività e alla sessualità,
- formazione all’autodifesa,
- sostegno all’autonomia economica.
3.Sensibilizzazione della società
Riconoscere che le donne con disabilità sono donne a tutti gli effetti, con desideri, diritti e capacità di scelta.
