In Italia, il sistema dei click day è diventato uno strumento centrale per regolare l’ingresso legale dei migranti per motivi di lavoro.
Ogni anno, il governo stabilisce un numero massimo di ingressi attraverso il cosiddetto Decreto Flussi, che definisce le quote disponibili per diversi settori: agricoltura, turismo, assistenza familiare, sanità, edilizia, logistica e altri.
Nel 2026, ad esempio, sono stati autorizzati 164.850 ingressi di lavoratori stranieri tramite i click day, parte di un piano triennale che prevede quasi 500.000 ingressi entro il 2028. Di questi:
- 47.000 posti sono riservati ogni anno all’agricoltura.
- 13.000 al turismo.
- 6.850 ai lavoratori subordinati non stagionali e autonomi.
- 13.600 agli assistenti familiari per anziani e disabili.
- 500 a lavoratori qualificati come manager, artisti e startupper.
Tuttavia, c’è una differenza tra posti disponibili e lavoratori effettivamente impiegati. Secondo il monitoraggio di alcune associazioni, nel 2024 solo il 7,8% delle quote si è tradotto in permessi di soggiorno e impieghi regolari, a causa di tempi lunghi, burocrazia e difficoltà nei visti.
In pratica, anche se il sistema autorizza decine di migliaia di ingressi, solo una piccola parte riesce davvero a lavorare in tempi utili. Questo crea frustrazione sia tra i migranti che tra le imprese, che spesso non riescono a trovare manodopera.

Conclusioni
Il sistema dei click day rappresenta un tentativo di regolare i flussi migratori in modo ordinato, offrendo opportunità lavorative legali a chi proviene da altri Paesi. Ma la distanza tra le quote teoriche e i lavori effettivi evidenzia una macchina burocratica che fatica a trasformare gli intenti in realtà. Migliaia di migranti attendono mesi o anni per un permesso che dia loro dignità e possibilità di contribuire al tessuto economico italiano.
Nel frattempo, le imprese cercano manodopera che non arriva, e il sistema perde credibilità.
Serve una semplificazione, una digitalizzazione vera e una visione che metta al centro le persone, non solo le pratiche.
