Uno studio scientifico dell’Università di Oxford, dell’University College di Londra e di altre istituzioni in Germania, Francia e Paesi Bassi ha dimostrato che c’è una profonda relazione tra alimentazione sana e decadimento cognitivo.
Lo studio, pubblicato nel marzo 2025 ha evidenziato, risultati davvero interessanti.
Il gruppo di scienziati si è posto l’obiettivo di verificare in che modo i cambiamenti della dieta e nel rapporto vita-fianchi durante la mezza età fossero associati alla connettività dell’ippocampo e alla funzione cognitiva in età avanzata.
Cosa ha scoperto lo studio?
Una dieta sana durante la mezza età e oltre è associata a:
- Migliore memoria di lavoro
- Maggiore funzione esecutiva
- Prestazioni cognitive superiori in generale
Questi benefici sono stati collegati a una maggiore integrità della sostanza bianca del cervello, osservata tramite risonanza magnetica funzionale.
Al contrario, un rapporto vita-fianchi elevato (indicatore di obesità viscerale) è stato associato a una diminuzione dell’integrità cerebrale e a peggiori prestazioni cognitive.
Metodo e parametri
- I dati provengono dal progetto Whitehall II, una coorte longitudinale di dipendenti pubblici britannici.
- La qualità della dieta è stata misurata con l’Alternative Healthy Eating Index–2010 (AHEI-2010).
- Sono stati effettuati test cognitivi e imaging cerebrale per valutare la connettività e le funzioni mentali.
Implicazioni pratiche
- Interventi mirati a migliorare la dieta e ridurre l’obesità viscerale potrebbero essere particolarmente efficaci tra i 48 e i 70 anni.
- Circa il 20% dei pazienti con lieve declino cognitivo

Risultati dello studio
Una dieta più sana nella mezza età e oltre, è stata associata a migliore memoria di lavoro, funzione esecutiva e prestazioni cognitive complessive, con miglioramenti dovuti in parte a migliore integrità della sostanza bianca (la parte del cervello e midollo spinale che contiene le fibre nervose).
Altri studi hanno dimostrato come una dieta sana può essere la prevenzione per evitare malattie come l’Alzheimer.
Conclusioni
Questi studi dimostrano come corpo e mente siano in sintonia tra di loro attraverso la nostra alimentazione. Purtroppo più gli anni aumentano più i consumatori si lasciano andare ai cosiddetti peccati di gola. Spesso il cibo viene utilizzato come sfogo per risolvere la propria frustrazione.
Ma tra i 45 e i 70 anni bisogna dare priorità ad un’alimentazione corretta per evitare sovrappeso e tutte le malattie della mente correlate ad esso.
Il filosofo Feuerbach diceva “siamo ciò che mangiamo” ciò che viene introdotto nel nostro organismo influenza non solo il corpo ma anche i nostri processi energetici, psicologici e spirituali.
